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Scuola Media Statale "Giovanni XXIII" Pietramelara

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Prof. Giuseppe Landolfi

Francese - Italiano   

Coniugatore verbi  Traduttore  Le Figaro  Le Monde

 

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Ossevazioni sui verbi regolari

Verbi in -er
-

1.a) Quando il loro infinito termina in -cer-, prendono la cediglia, -ç- prima della “a” oppure della “o”:

effacer (cancellare), j’effaçais, nous effaçons;

I verbi in cui l’infinito termina in -ger-, aggiungono la -e- muta dopo la “g”, quando segue una “a” oppure una “o”:

manger (mangiare), nous mangeons;

2.a) I verbi in -oyer- oppure in -uyer- cambiano in -i- la y, quando seguirebbe una “e” muta:

nettoyer (pulire), je nettoie, il nettoiera;
appuyer (appoggiare), j’appuierais, qu’ils appuient;


Quando escono in -ayer- o -eyer-, non è obbligatorio questo cambiamento:

payer (pagare), je paye o paie, tu pajeras o paieras;


Tutti i verbi visti sopra, in -yer-, conservano la y davanti alla i delle desinenze della 1° e 2° persona dell’imperfetto indicativo e del presente congiuntivo:

nous nettoyions (pulivamo), vous payez (voi pagate), vous payiez (pagavate);


3.a) I cambiamenti visti sopra valgono anche per alcuni verbi irregolari che hanno il participio presente in -yant-, fuir, traire, croire, voir:

voir (vedere), voyant, ils voient, que je voie, nous voyions;

1.b) I verbi che hanno una -e- sorda nella penultima sillaba dell’infinito, la cambiano in -e- aperta quando anche la sillaba seguente contiene una -e- sorda. La -e- diviene aperta:

a) raddoppiando la -l- o la -t- nei verbi in -eler- o -eter-:

appeler (chiamare), j’appelle, tu appellaras;
jeter (gettare), je jette, il jetterait;


b) Prendendo un accento grave. Anche alcuni verbi in -eler- o -eter- utilizzano questo metodo e non il precedente, i più usati sono:

celer (celare), geler (gelare), acheter (comprare), marteler (martellare);

esempio:
lever (togliere), je lève, il lèvera;
semer (seminare), il sèment, tu sèmeras;
peser (pesare), il pèse, ils pèseraient.


1.c) I verbi che nella penultima sillaba dell’infinito hanno una -é-, seguita da consonante, cambiano l’accento in grave nel presente indicativo e congiuntivo, quando vi è una -e- sorda nell’ultima sillaba:

céder (cedere), je cède, qu’il cède; (je céderai, il codérait, non cambiano);

1.d) I verbi in -ier- conservano la -i-, raddoppiandola, dinnanzi alla -i- della desinenza di 1° e 2° persona plurale dell’imperfetto indicativo e presente congiuntivo:

crier (gridare), nous criions (gridavamo), que vous criiez (che gridiate);
remercier (ringraziare), nous remercions (ringraziamo), nous remerciions (ringraziavamo).


Verbi in -ir-


Il verbo haïr (odiare) ha sempre la dieresi sulla -i-, tranne che nelle tre persone singolari del presente indicativo e nel “tu odi” imperativo:
je hais, tu hais, il hait, hais;

Bénir (benedire), ha due forme di participio passato: béni e bénit.
La seconda si usa per indicare cose consacrate da un sacerdote:

acqua benedetta, eau bénite,
un popolo benedetto da Dio, un peuple béni da Dieu;


Nei tempi che vengono composti dal participio si usa esclusivamente -béni-:

queste bandiere sono state benedette,
ce drapeaux ont été bénits.




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